A Roma andai, a voi ripensai – Sesta parte

(sorpresa! Sono tornato con un giorno d’anticipo. Ma, giuro!, questo episodio è l’ultimo)

Gaberricci Planet – Roma – Quarto giorno – La fine del giorno più lungo

Lasciata la dimenticabile Santa Maria all’Orto, dove ci eravamo salutati tre giorni fa, attraverso un paio di vicoletti di cui purtroppo non riesco a ricordare il nome, rispunto di nuovo a viale Trastevere, poco più sopra di piazza Mastai. Torno indietro di pochi metri e mi immetto in via Manara che, attraverso una sua traversa (di cui abbiamo forse già parlato: via di San Francesco a Ripa), porta alla piazza di Santa Maria in Trastevere.

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A Roma andai, a voi ripensai – Quinta parte

Gaberricci Planet – Roma – Quarto giorno – Il giorno più lungo

Il 21 luglio erano in programma le prove d’accesso per le specialistiche chirurgiche. Dopo la brutta esperienza con Neurosurgery Kid, e comportandomi un po’ come quei personaggi delle soap opera che dopo una delusione promettono che non ameranno mai più un uomo/una donna, non ho voluto provarne nessuna. Risultato: una giornata intera da dedicare alla costruzione del rapporto tra me e Roma. Se mi ci sono voluti quattro densissimi articoli per descrivere tre mezze giornate, allacciate le cinture, perché su questo giovedì di delirio romano passeremo parecchio tempo.

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A Roma andai, a voi ripensai – Quarta parte

Gaberricci Planet – Roma – Secondo giorno – Quel che non sono riuscito a dire con quattromila parole negli episodi precedenti

(Sì, mi duole dirlo ma aveva ragione Albini: non possiedo il dono della sintesi)

Roma ha un’ampia periferia, molto più ampia di quello che i suoi confini municipali facciano intendere; il centro città, tuttavia, ha proporzioni che sono adatte ad una cittadina medio-grande, più che ad una metropoli rispettabile.

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A Roma andai, a voi ripensai – Seconda parte

Gaberricci Planet – Roma – Giorno 2 – Prima frazione

Primo giorno di concorso. La convocazione ufficiale è alle ore dieci, in un posto che dista da dove ho “dormito” (chi ha letto l’episodio precedente comprenderà le virgolette) meno di un chilometro. Tutti e due i luoghi sono all’interno del Raccordo Anulare, ma per sicurezza ho comunque puntato la sveglia alle sette e mezza.

Quando a svegliarmi, mezz’ora prima, è un violento dolore sopra l’orbita destra, certo segno di incompatibilità tra la mia sinusite e l’aria condizionata che sono stato costretto a tenere accesa (treni in arrivo ed in partenza tutta la notte e temperature prossime ai quaranta gradi non vanno molto d’accordo), le mie innate capacità deduttive mi suggeriscono che non sarà una giornata da ricordare. O che, se lo sarà, sarà da ricordare tenendo in mano il Martirologio Romano, cui abbiamo già accennato.

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A Roma andai, a voi ripensai – Prima parte

Ebbene sì, torno a parlare di Roma. Ma c’è un motivo preciso, per questa che potrebbe apparire come una mia monomania (e ricordiamoci che in Italia l’ultimo ad avere avuto una monomania per Roma è stato Mussolini, ed insomma la cosa non è che mi riempia di entusiasmo). Anzi, ad essere preciso, ce ne sono ben due.

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