Ogni uomo (colto?)

A pagina 7 del loro imprescindibile L’arte di stupire, Mariano Tomatis e Ferdinando Buscema, facendo riferimento alle molte storie, tutte vere, tutte sorprendenti, alcune anzi francamente sconvolgenti, raccolte in quel libro (che, come ho più volte confessato su queste pagine, mi ha cambiato la vita), si dichiarano orgogliosamente possessori di una collezione “molto insolita”. Semmai decidessimo di scrivere un libro di viaggi (e sospetto sia una segreta ambizione di entrambi), io e la mia amica Anita potremmo modestamente aprirlo facendo un’affermazione simile; la nostra “collezione molto insolita”, però, sarebbe costituita dai ricordi che ci legano ai numerosissimi monasteri, conventi, abbazie, cenobi e simili che abbiamo visitato, insieme, nel corso del tempo.

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