Perché dobbiamo occuparcene noi? – Episodio 2 di 2

(continua dal post precedente)

Si poteva ben dire che l’altro non sapeva un cazzo della vita, ma quella domanda dimostrava che era tutto fuorché stupido: perché era proprio quello il problema. Continue reading

Advertisements

Del peggio del nostro peggio – Ottobre (anno corrente)

Da qualche mese vivo a Verona, d’accordo? Questo mi ha permesso di avere un contatto più ravvicinato col mitologico Nord Est, e di farmi un’idea più precisa del perché in esso si agitino tante contraddizioni e tanti malesseri. Volete sapere di chi è colpa? Della pizza al taglio.

Continue reading

Del peggio del nostro peggio – Settembre (2017)

All’inizio del mese, non so se avete saputo, uno dei test nucleari condotti dalla Corea del Nord ha provocato un terremoto di grado 6,3 della scala Richter. Le reazioni internazionali sono state dure, ma ancora nei limiti dell’opportunità diplomatica: sanno, infatti, che Kim Jong Un non ha ancora tirato fuori la sua vera arma di distruzione di massa. Le battute dei mesi arretrati di Del peggio del nostro peggio.

Continue reading

Un solo caso per don Osvaldo Avilés (per ora) – EpisodioQ 1 di 2

“Mi faccia indovinare” disse Osvaldo Avilés “lei viene dai Burgos, non è vero?”.

“Sì” rispose il nuovo arrivato, speranzoso “suppongo l’abbia dedotto osservando il particolare tipo di fango presente sui miei stiv…”.

“In realtà perché, signor Lengère, c’è la sua foto” (corredata da un ampio profilo biografico, pensò a margine) “su tutti i principali giornali nazionali” rispose Avilés, porgendogliene uno in cui era definito “futuro erede della più grande proprietà fondiaria del Sud Est”.

Continue reading

Di pazienti, deviazioni, Neymar, psichiatria

Ritengo che un amico non sia un buon amico se, almeno qualche volta, non dice (o scrive) frasi con cui tu sei in disaccordo.

Consideravo già Marco, l’autore di unpodimondo, un amico (per altro, mi ha fatto uno splendido regalo che io non ho mai contraccambiato); col suo ultimo post, appunto, non sono d’accordo, e questo mi ha confermato nel mio convincimento. Solo un amico può spingerti a riflettere sul tuo lavoro e su come lo svolgi, senza per questo farti sentire giudicato.

Continue reading