Un solo caso per don Osvaldo Avilés (per ora) – EpisodioQ 1 di 2

“Mi faccia indovinare” disse Osvaldo Avilés “lei viene dai Burgos, non è vero?”.

“Sì” rispose il nuovo arrivato, speranzoso “suppongo l’abbia dedotto osservando il particolare tipo di fango presente sui miei stiv…”.

“In realtà perché, signor Lengère, c’è la sua foto” (corredata da un ampio profilo biografico, pensò a margine) “su tutti i principali giornali nazionali” rispose Avilés, porgendogliene uno in cui era definito “futuro erede della più grande proprietà fondiaria del Sud Est”.

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Di pazienti, deviazioni, Neymar, psichiatria

Ritengo che un amico non sia un buon amico se, almeno qualche volta, non dice (o scrive) frasi con cui tu sei in disaccordo.

Consideravo già Marco, l’autore di unpodimondo, un amico (per altro, mi ha fatto uno splendido regalo che io non ho mai contraccambiato); col suo ultimo post, appunto, non sono d’accordo, e questo mi ha confermato nel mio convincimento. Solo un amico può spingerti a riflettere sul tuo lavoro e su come lo svolgi, senza per questo farti sentire giudicato.

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Del peggio del nostro peggio – Giugno (Uno dei futuri possibili)

philipdick

Un terremoto ha colpito una vasta area compresa tra la Grecia e la Turchia. Il sindaco di Ankara ha espresso le sue perplessità in merito: “Questo potrebbe essere un terremoto artificiale“. Bisogna capirlo: una magnitudo di 6.2, e nemmeno qualcuno che rideva. Non può essere naturale.

(Ebbene sì, questo mese niente introduzione in corsivo. Presto detto il motivo di questa scelta: anche una frustata fa più male, quando arriva imprevista. Bisogna però ammettere che, se seguite questa rubrica, significa che a voi di sicuro non fanno male, le frustate

L’immagine in evidenza è quella di Philip Dick, che di futuri possibili se ne intendeva e che volle farci un favore non descrivendo questo).

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Del peggio del nostro peggio – Aprile (2017, pare)

Per chi fosse così fortunato da non saperlo, Del peggio del nostro peggio è il titolo di una rubrica che è stata ospitata su queste pagine da gennaio a dicembre dello scorso anno. In essa, a cadenza mensile, pubblicavo un monologo satirico, scritto prendendo spunto da quanto avevo letto sui giornali nel mese precedente. Una personale dimostrazione del fatto che dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior, ma a volte dal letame nasce solo del letame che puzza di più.

Se volete leggerne, ed ascoltarne (perché sì, c’è anche la versione audio di ciascun monologo), gli episodi, potete andare qui. Ma, in questo caso, credo che il browser vi abbia rediretto sul sito sbagliato quando avete cercato “fammi male” su Google. Continue reading