Comunicazione a margine

In conclusione al mio ultimo articolo scrivevo che forse sarebbe il caso di chiudere i microfoni davanti al muso (riporto testualmente) alle orde di “scienziati”, di varia tipologia e formazione, che affollano (ma in certi contesti sarebbe probabilmente più indicato dire infestano) i media da quando la pandemia è iniziata, ormai più di un anno fa (anche se a ben guardare le star della cosiddetta divulgazione scientifica avevano raggiunto la fama già in precedenza).

Tale richiesta era ovviamente formulata anche con intento provocatorio, ma non era in alcun modo motivata da una qualche forma di febbre censoria, per altro per me completamente inedita; semmai, a spingermi a scrivere quelle parole è stata la volontà di portare alle più estreme, e al tempo stesso più coerenti, conclusioni un mantra che agli stessi “scienziati” piace ripetere spesso e volentieri: quello secondo cui una determinata materia può essere esercitata solo e soltanto da chi ha una formazione specifica (e presumo qui si intenda una laurea specialistica, un master universitario o, meglio ancora, un incarico di docenza in quella materia, preferibilmente in un’istituzione privata). Alla luce di questo pensiero, che a volte diventa ancora più estremista e si declina nella forma “può esprimere opinioni su una determinata materia solo e soltanto chi ha una formazione specifica” mi chiedevo: considerando che, faccio per dire e mi ripeto, un immunologo riceve una formazione specifica su linfociti e citochine, ma nessuna su come comunicare ciò che ha studiato con tanta fatica (e so che è così perché molti immunologi sono medici, e vi assicuro che alla facoltà di medicina ben di rado ci veniva spiegato come parlare chiaro degli argomenti di nostra competenza), allora, coerentemente, gli immunologi (e gli infettivologi e i biochimici e gli intensi visti e i fisici teorici…) non dovrebbero astenersi dall’andare in televisione, o sui social, a fare la ruota come dei pavoni mostrando al mondo l’ampiezza della loro conoscenza? O, meno sarcasticamente: non dovrebbero astenersi dal divulgare?

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