#ioleggoperché (Ventinove marzo)

Che oggi è ventotto, ma io ho giocato sempre di domenica e quindi, per rispettare la tradizione, facciamo finta di aver spostato gli orologi avanti di un giorno. Che tanto questa settimana è già stata strana di suo, per tutta una serie di motivi che chi ha incrociato a queste coordinate avrà avuto modo di intuire, e questa non è la cosa più inconsueta che potrebbe capitare.

Avete partecipato in tanti, e un paio di voi mi è sembrato che abbiano apprezzato il tema che ho proposto (“Storie”) davvero, davvero molto (Murasaki, per dire, gli ha dedicato addirittura la settimana). ‘la povna, invece, è stata, come sempre, prodiga di amorevoli cazziate (cazziate con la i, dalle mie parti significa rimproveri), per cui le sono comunque grato: chi mi adula è mio nemico, chi mi rimprovera è mio maestro.

“Storie”, mi ha fatto notare, non è, a stretto rigore, un tema; ed in più, ha aggiunto, è un qualcosa di talmente vasto che qualunque citazione presa da qualunque parte sarebbe potuta andare bene. Della prima cosa non avevo contezza; della seconda sì, ed è stato poi il motivo che mi ha spinto a scegliere proprio questo “non tema”.

Posto che, come esseri umani, abbiamo bisogno di storie (e lo dimostra il fatto che le elezioni non le vince chi ha le idee migliori, ma chi racconta le storie più belle), a cosa pensano, i partecipanti a Cita un libro, quando qualcuno chiede loro di pensare alle storie? Un esercizio psicanalitico, se volete. Che ha dato risultati eccezionali.

Avete partecipato in molti, infatti: tutti con citazioni sorprendenti, inconsuete, impreviste; in una parola, belle. In rigoroso ordine di apparizione, questo mese hanno giocato:

Nel suo solito bolscevismo anarchista, ammenicolidipensiero si dissocia e non partecipa, ma lascia una citazione che avrebbe rischiato il primo premio, se solo il suo proponente fosse stato più incline al compromesso.

Sarebbe bello, adesso, enunciare le motivazioni che mi hanno spinto ad assegnare primo, secondo e terzo posto: ma, tutto sommato, motivazioni non ce ne sono, ed io credo sia giusto così. O meglio, credo che in una “gara” di questo tipo, le valutazioni debbano essere istintive, emozionali, ed inevitabilmente basate in maniera consistente sul proprio gusto e sulle proprie reazioni primordiali. Non c’è nulla di razionale, nel primo posto di chi lo ha ottenuto: piuttosto, una certa risonanza “animale” con quel che io penso delle storie. Con ciò, ovviamente, non intendo né offendere, né sminuire alcuno: ma proprio il fatto che ci piacciano così tanto le storie, ed anche certe storie che razionalmente non dovrebbero piacerci, ci testimonia che, sì, siamo animali razionali, ma siamo fatti anche di istinti e passioni. E lo dice uno che certe volte vorrebbero che queste componenti del nostro essere sparissero (quando leggo cose come questa, ad esempio…)

Al terzo posto si classifica Giovol, perché la frase da lei citata riconosce implicitamente che anche da una cosa splendida come le storie, può nascere qualcosa di oscuro e pericoloso: la religione, il fanatismo, la credulità integralista.

Al secondo posto, Aliceland, che sottolinea con la sua frase l’importanza di una componente fondamentale, per la buona riuscita di una storia: la coincidenza.

Al primo posto, alla sua seconda vittoria, Murasaki: per il semplice motivo che cita la frase di qualcuno che ha compreso che le storie non servono assolutamente a nulla, se non a cambiarti la vita.

Il giudice vorrebbe inoltre assegnare una speciale menzione a roceresale: che, anche se non è sul podio, mi ha fatto venire un incongruo desiderio di comperarmi l’Artusi!

Per questa settimana, credo sia giusto io non partecipi al “concorso”: vi leggerò comunque con attenzione. Faccio i miei complimenti a tutti, soprattutto alla vincitrice cui passo il testimone di giudice. Vi saluto.

E grazie.

13 thoughts on “#ioleggoperché (Ventinove marzo)

  1. Intanto grazie per il podio,per aver colto il senso della citazione e per il grandioso post sulla depressione,avrei dovuto commentare li ma sono pigrissima…..

  2. Arrivo giusta giusta da Valencia per scoprire che la nostra Murasaki ha giustamente vinto l’ultima sessione e che l’ora legale è impazzita in Italia anticipando la”sera” del sabato alle 12 postmeridiane. Ma quando si raccontano storie si perde la cognizione del tempo, si sa… 😉 Buon gioco a tutti noi, aspettando le eventuali indicazioni tematiche di Murasaki.

  3. Sono passata “per caso” e ho avuto la piacevole sorpresa di trovare già il post tanto atteso, e poi la soddisfazione del podio…grazie infinite, mi fa veramente piacere!

  4. Il tempo è una convenzione e noi non siamo convenzionali 😉 ottima la vittoria di murasaki ora tutti di nuovo da lei. E grazie a te per le tue storie, impossibile per me sta settimana partecipare di più

  5. Buonasera a tutti, e un ringraziamento speciale al tenutario del blog per la preferenza che mi ha accordato. Volevo congratularmi con Giovol e Aliceland per il podio e avvisare che ho pubblicato il mio post con tanto di citazione e tema. E’ tutto pronto per le segnalazioni dei partecipanti, da mezzanotte in poi.

  6. Ah, mi ero dimenticata: non ho capito perché credi sia giusto non partecipare al concorso. Sì, certo, non devo capirlo io, basta lo capisca tu e se ti sembra giusto avrai senz’altro delle ottime ragioni. Volevo solo dirti che mi dispiace e che, caso mai tu cambiassi idea, mi farebbe molto piacere avere il tuo angolo di prospettiva su nostra sorella morte 🙂

  7. Pingback: Cita-un-libro – #ioleggoperché – 7 | un mondo a colori

  8. no, ma quale bolscevismo anarchico…
    semplicemente, sapendo che avrei tirato fuori una citazione da podio (ah ah ah! in culo alla modestia… 😀 ) e che questo fine settimana passato sarei stato a godermi la montagna e non di fronte a un pc (e no, non farei a cambio 😉 ), mi sembrava comunque più corretto e sensato autoescludermi dal concorso. cosa che, per analogo motivo, vale per questa settimana.

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