(Il titolo è autoesplicativo, direi, e poi è parecchio tempo che porto avanti questa rubrica: ma se siete curiosi di sapere cos’è, qui ogni spiegazione).
Continue readingDacci oggi il nostro gotico quotidiano
Sembrerà che io stia facendo della facile ironia, ma credetemi: quando scrivo che le sue più recenti incarnazioni hanno mortificato l’estetica del gotico, lo faccio solo e soltanto perché nessun altro participio passato può meglio esprimere l’estrema degradazione a cui quel fenomeno è andato incontro negli ultimi anni; da quando, cioè, il mercato ha compreso che anche quella sottocultura poteva essere trasformata, a colpi di influencer e sponsorizzazioni, in un fenomeno di massa, un prodotto che non mostra alcun rispetto per le sue origini storiche e filosofiche.
Continue readingÈ la tua gran fede che mi scaccia
Alcuni giorni fa, su suggerimento di un amico, ho recuperato (su Rai Play, nel caso foste interessati) Liberami.
Continue readingIn morte di G
A meno che non viviate in un posto ancora più isolato di quello in cui, in tempi non sospetti, aveva scelto di ritirarsi lui, avrete senza dubbio saputo che, lo scorso 6 agosto, è venuto a mancare Francesco Guccini: e la serenità con cui ho accolto questa notizia mi ha, in tutta sincerità, parecchio sorpreso.
Continue readingChiudi tutto
Quelli che, negli scorsi giorni, hanno attraversato a migliaia il confine, terrestre e marittimo, che separa il Marocco da Ceuta sono esseri umani. Mi preme qui evidenziarlo, visto che le discussioni pubbliche che sono seguite all’evento sembrano aver perso di vista che anche i migranti, perfino quelli che vengono dall’Africa, appartengono alla nostra stessa specie.
Fatta ed accetata questa premessa, sono disposto ad affrontare la questione nella modalità che si preferisce: personalmente, mi hanno fatto riflettere l’approccio di Tomaso Montanari e quello della mia amica Anita.
Continue readingUna catastrofe psicocosmica
Lo scorso 21 luglio, in un bar di Perugia, mi sono imbattuto in una mia ex compagna di classe, che non vedevo dal giorno in cui ho concluso le scuole elementari.
O, almeno, questo è ciò di cui mi sono convinto.
Continue readingPer non morire
Mio padre, tantissimi anni fa (a parte che era ancora ben lontano dall’età pensionabile, ma poi mio fratello, di cinque anni più giovane di me, ancora non era nato), partecipò ad un concorso per un lavoro che, tra le altre cose, prevedeva di guidare delle automobili a Roma.
Continue readingSei uno sciacallo
Quattro anni fa, quando Giorgia Meloni concluse la trionfale campagna elettorale che l’ha portata a diventare quello che è oggi pubblicando sul suo profilo Twitter il video di uno stupro, commentai quella cinica decisione dicendo che l’unica reazione possibile di Enrico Letta, che allora era l’uomo di pezza che il PD aveva deciso di sacrificare proponendolo come suo avversario, sarebbe dovuta essere: non si fa politica con l’orrore, sei uno sciacallo.
Mi attengo a quel consiglio di allora e mi rifiuto, dunque, di accodarmi all’indegna gazzara che la destra (che, come giustamente ha fatto notare qualche opinionista, curiosamente scopre “eroi” di questa risma sempre nel momento in cui si trova in difficoltà) ha scatenato attorno a Mario Roggero, il gioielliere recentemente condannato per l’omicidio di un uomo che aveva appena rapinato la sua attività.
E ci sono solo due brevi aggiunte, che vorrei fare al mio “non si fa politica con gli omicidi, siete degli sciacalli”: uno, che dovreste riflettere, se trovate più facile provare pietà (come le forze politiche destrorse vi stanno invitando a fare) per un uomo che ha ammazzato un’altra persona per difendere la sua proprietà, piuttosto che per chi è stato ucciso.
Due, che solo una destra davvero spregevole e profittatrice poteva far passare perfino a me la voglia di scrivere.
Book tracker – Quinta stagione – 3
(Finalità e presupposti di questa rubrica possono essere reperiti qui).
Continue readingÈ estate, bisogna pur parlare di sport
Da qualche tempo, ho deciso di allontanarmi da uno sport che, come ho più volte ammesso su queste pagine, amo molto, il calcio, ed in particolare dalle sue incarnazioni più “mainstream” ed “istituzionali”. Ciò non è bastato perché le polemiche che hanno preceduto la recente partita dei mondiali tra gli Stati Uniti padroni di casa ed il Belgio non mi raggiungessero: poco male, perché sono state proprio loro a convincermi della giustezza della mia decisione.
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