Ed anzi con una certa eccitazione

Fonti dell’Epoca del Tardo Capitalismo (gli autori contemporanei utilizzano quest’espressione, di cui oggi ignoriamo il significato, per definire i loro tempi) raccontano questa storia.

Due persone, presumibilmente in rapporti amichevoli, entrano in una locanda; il servitore li informa che, oltre al cibo, con un piccolo sovrapprezzo potranno partecipare anche ad un gioco. I due accettano di buon grado ed anzi con una certa eccitazione.

Giunge un piatto unico per entrambi, il cibo è invisibile perché coperto da un reticolo di fili metallici ed aghi che, in alcuni casi, trafiggono la portata stessa. Il servitore spiega che proprio in questo consiste il gioco: uno per volta, a turno, devono rimuovere uno degli elementi della gabbia che impedisce l’accesso al pasto; chi asporta l’ultimo ostacolo consente al suo compagno di mangiare la vivanda, sufficiente per una sola persona.

Risate e lazzi accompagnano l’inizio della partita; in seguito, cala il silenzio, benché i due fossero giunti alla locanda per mangiare insieme. La pietanza, che sembra assai appetibile, inizia ad intravedersi; pure, ad un certo momento il gioco viene interrotto: forse, ciascuno dei commensali trova intollerabile dover assistere, a stomaco vuoto, mentre è l’altro a consumarla.

Questo aneddoto ci è stato tramandato in diverse versioni; non è noto se sia un evento realmente accaduto oppure una parabola. Alcuni sostengono che potrebbe spiegare le motivazioni che portarono alla fine dell’Epoca del Tardo Capitalismo.

Il finale, ad ogni modo, è il medesimo in tutte le versioni: i due protagonisti muoiono di fame, ed il cibo viene divorato dal proprietario della locanda.

Fare la differenza

Qualche giorno fa, l’algoritmo di YouTube ha voluto propormi un breve video di cui, purtroppo, non posso fornire riferimenti precisi (ricordo solo che era in lingua inglese), tutto incentrato su un quesito: quali sono le differenze che esistono tra il colonialismo di matrice occidentale, quello iniziato nel Cinquecento dopo le grandi traversate oceaniche europee e culminato trecento anni dopo con la Corsa all’Africa ed il Grande Gioco, e tutte le altre, numerose occasioni in cui una popolazione di un’altra parte del mondo (i babilonesi, i mongoli…) ha esercitato sui propri vicini una volontà di dominio che sembra innata nel genere umano?

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La cosa più bella del mondo

(È passato un anno esatto dalla morte dell’Uomo delle Storie. Ma, come avrebbe detto Bertolucci, assenza, più acuta presenza).

“Baol” disse il poliziotto senza alcuna inflessione nella voce, che all’Accademia gli avevano insegnato che c’erano due cose che non doveva mai tradire: la sua divisa e le sue emozioni. Dall’altra parte dello spioncino, due occhi color furetto lo studiarono per un attimo; poi, soddisfatti, si ritrassero, mentre la porta veniva aperta ed il poliziotto la varcava, sorridendo, anche se solo internamente: tutto da solo, aveva scoperto la parola d’ordine per entrare nel covo della Nuova Nuova Organizzazione Segreta che minacciava il futuro di Tristalia.

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Dacci oggi il nostro gotico quotidiano

Sembrerà che io stia facendo della facile ironia, ma credetemi: quando scrivo che le sue più recenti incarnazioni hanno mortificato l’estetica del gotico, lo faccio solo e soltanto perché nessun altro participio passato può meglio esprimere l’estrema degradazione a cui quel fenomeno è andato incontro negli ultimi anni; da quando, cioè, il mercato ha compreso che anche quella sottocultura poteva essere trasformata, a colpi di influencer e sponsorizzazioni, in un fenomeno di massa, un prodotto che non mostra alcun rispetto per le sue origini storiche e filosofiche.

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Chiudi tutto

Quelli che, negli scorsi giorni, hanno attraversato a migliaia il confine, terrestre e marittimo, che separa il Marocco da Ceuta sono esseri umani. Mi preme qui evidenziarlo, visto che le discussioni pubbliche che sono seguite all’evento sembrano aver perso di vista che anche i migranti, perfino quelli che vengono dall’Africa, appartengono alla nostra stessa specie.

Fatta ed accetata questa premessa, sono disposto ad affrontare la questione nella modalità che si preferisce: personalmente, mi hanno fatto riflettere l’approccio di Tomaso Montanari e quello della mia amica Anita.

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