La cosa più bella del mondo

(È passato un anno esatto dalla morte dell’Uomo delle Storie. Ma, come avrebbe detto Bertolucci, assenza, più acuta presenza).

“Baol” disse il poliziotto senza alcuna inflessione nella voce, che all’Accademia gli avevano insegnato che c’erano due cose che non doveva mai tradire: la sua divisa e le sue emozioni. Dall’altra parte dello spioncino, due occhi color furetto lo studiarono per un attimo; poi, soddisfatti, si ritrassero, mentre la porta veniva aperta ed il poliziotto la varcava, sorridendo, anche se solo internamente: tutto da solo, aveva scoperto la parola d’ordine per entrare nel covo della Nuova Nuova Organizzazione Segreta che minacciava il futuro di Tristalia.

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Nessuno guarisce da quello che ha letto nella sua infanzia

In questi ultimi anni, alcune esternazioni assai controverse di scrittori molto amati dal grande pubblico hanno innescato un dibattito pubblico su un tema che, in precedenza, era rimasto confinato all’accademia: quello della separazione tra autore ed opera.

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Dacci oggi il nostro gotico quotidiano

Sembrerà che io stia facendo della facile ironia, ma credetemi: quando scrivo che le sue più recenti incarnazioni hanno mortificato l’estetica del gotico, lo faccio solo e soltanto perché nessun altro participio passato può meglio esprimere l’estrema degradazione a cui quel fenomeno è andato incontro negli ultimi anni; da quando, cioè, il mercato ha compreso che anche quella sottocultura poteva essere trasformata, a colpi di influencer e sponsorizzazioni, in un fenomeno di massa, un prodotto che non mostra alcun rispetto per le sue origini storiche e filosofiche.

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Chiudi tutto

Quelli che, negli scorsi giorni, hanno attraversato a migliaia il confine, terrestre e marittimo, che separa il Marocco da Ceuta sono esseri umani. Mi preme qui evidenziarlo, visto che le discussioni pubbliche che sono seguite all’evento sembrano aver perso di vista che anche i migranti, perfino quelli che vengono dall’Africa, appartengono alla nostra stessa specie.

Fatta ed accetata questa premessa, sono disposto ad affrontare la questione nella modalità che si preferisce: personalmente, mi hanno fatto riflettere l’approccio di Tomaso Montanari e quello della mia amica Anita.

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Sei uno sciacallo

Quattro anni fa, quando Giorgia Meloni concluse la trionfale campagna elettorale che l’ha portata a diventare quello che è oggi pubblicando sul suo profilo Twitter il video di uno stupro, commentai quella cinica decisione dicendo che l’unica reazione possibile di Enrico Letta, che allora era l’uomo di pezza che il PD aveva deciso di sacrificare proponendolo come suo avversario, sarebbe dovuta essere: non si fa politica con l’orrore, sei uno sciacallo.

Mi attengo a quel consiglio di allora e mi rifiuto, dunque, di accodarmi all’indegna gazzara che la destra (che, come giustamente ha fatto notare qualche opinionista, curiosamente scopre “eroi” di questa risma sempre nel momento in cui si trova in difficoltà) ha scatenato attorno a Mario Roggero, il gioielliere recentemente condannato per l’omicidio di un uomo che aveva appena rapinato la sua attività.

E ci sono solo due brevi aggiunte, che vorrei fare al mio “non si fa politica con gli omicidi, siete degli sciacalli”: uno, che dovreste riflettere, se trovate più facile provare pietà (come le forze politiche destrorse vi stanno invitando a fare) per un uomo che ha ammazzato un’altra persona per difendere la sua proprietà, piuttosto che per chi è stato ucciso.

Due, che solo una destra davvero spregevole e profittatrice poteva far passare perfino a me la voglia di scrivere.