A proposito di principio di uguaglianza

Dedico questo articolo a bortocal (e sono quasi due di fila). Senza il commento lasciato ad un suo recente articolo, questo post, probabilmente, non esisterebbe.

 Riporto da una pagina Facebook, del cui proprietario preferirei non fare il nome (la sapete quella storia del “purché se ne parli”, vero?). Mi sembra una di quelle situazioni in cui potrei scrivere “la questione si commenta da se”:

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Da uomo e da donna?

Quando il commissario arrivò, il vicecommissario P. era chinato su uno dei cespugli che circondavano la villetta, e stava vomitando, pareva, qualunque pasto avesse ingurgitato negli ultimi tredici anni. Ciò convinse il commissario che avevano fatto bene a buttarlo giù dal letto, anche se era domenica ed erano le tre e mezza di notte: ex tenente dell’esercito, reduce da due missioni all’estero, in precedenza affiancato per alcuni mesi a certi pezzi grossi del Mossad che, sospettava, non gli avevano fatto solo portare i caffè, una volta il commissario aveva visto P. esaminare i resti semidecomposti di una ragazza che era stata pugnalata più volte di Giulio Cesare e violentata prima e dopo la morte con la stessa freddezza con cui un macellaio avrebbe scelto il quarto di bue migliore da mettere in vetrina per attirare i clienti; se ora era lì, che rimetteva come una fighetta appena uscita dall’accademia (col massimo dei voti, ci mancherebbe), allora là dentro doveva esserci qualcosa di peggio di quello che poteva aver visto in un villaggio dell’Afghanistan dove avevano lasciato mano libera a quattro ragazzi che non vedevano una donna da almeno tre settimane. E questo era tutto dire.

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Tre passi indietro, uno avanti che male non fa

Quasi un mese fa, sono stato un paio di giorni alle Cinque Terre e “patrimoni dell’UNESCO limitrofi”; avevo già trascorso nei borghi dello Spezzino una gita scolastica, quindici anni fa, e sono grato a chi mi ha chiesto di accompagnarlo, perché mi ha permesso di costruirmi, di quei luoghi, un ricordo diverso rispetto a quello che aveva edificato il quindicenne sciocco, arrogante e stupidamente disperato che ero allora; e che aveva trovato quei cinque paesi comunque meravigliosi (a riprova del fatto che l’UNESCO, pur compiendo spesso scelte censurabili per vari motivi, qualche volta ci indovina: ma si sa, anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno).

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Andare a farci un giro

Apprezzo molto i post che il mio amico Andrea, in arte Kikkanokekka, dedica alla geografia ed alle sue discipline ancillari (toponomastica, cartografia, vessillologia…); ogni volta che ne vedo comparire uno sul mio reader, dedicato alle bandiere più singolari del globo, ad una qualche curiosa isola del mare del Nord, o alle motivazioni che hanno spinto un’amministrazione comunale a chiamare una via in un modo e non in un altro, so che, ad un certo punto, mi ritroverò a sorprendermi di quante meraviglie il nostro mondo cela.

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Lifting shadows off a dream

L’ultima volta che, da queste parti, ho parlato di sogni (o, per essere più precisi, dei miei sogni: perché un blog non è altro che un sogno, e come tale non può che parlare di sogni), l’ho fatto con un articolo che ha stupito tutti, e soprattutto sherazade, per la sua imponderabile brevità.

Questa volta, temo, non sarò capace di operare una sintesi tanto mirabile; benché, credo, la cosa migliore che potrei fare è confidarvi che l’altra notte ho sognato che qualcuno stava provando ad uccidermi, e fermarmi lì. Quella di utilizzare poche parole o, meglio ancora, di non utilizzarne alcuna, infatti, è probabilmente l’unica strategia valida per parlare dei sogni.

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Un’introduzione e sei considerazioni su Joker o, forse, sul Joker

INTRODUZIONE

Inizialmente, avevo scritto quest’introduzione con l’intenzione di rivelarvi, almeno sommariamente, la trama del film più discusso degli ultimi mesi, Joker di Todd Phillips, su cui, nei giorni scorsi, ho scritto non tanto una recensione (genere in cui, come ho scritto più volte, non ritengo di essere particolarmente versato), quanto una serie di considerazioni che hanno a che fare più col mondo che sta attorno alla pellicola, che con la pellicola stessa. Per comprendere queste considerazioni, ritenevo, un breve riassunto delle vicende in essa raccontate sarebbero state fondamentali.

Se, infine, ho deciso che un simile artificio non era necessario, non è certamente perché anche io provo terrore nei confronti del più grande spauracchio dei nostri tempi, lo spoiler, che a molte persone, da solo, fa parecchia più paura del riscaldamento globale e del neofascismo messi insieme: stimo infatti i miei lettori, tanto quelli abituali quanto quelli occasionali, abbastanza intelligenti (sì, benché siano miei lettori) da non temere rivelazioni anticipate su un film che, magari, non hanno ancora visto; anche perchè quelle rivelazioni sarebbero state contenute in questa introduzione, cioè in quella porzione di testo che usualmente tutti saltano.

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