Un’opinione impopolare

So che quanto sto per dirvi potrà sembrarvi incredibile, ma ritengo possa esservi di qualche utilità sapere che, qualora lo stampino ancora, esiste un modo per rendere piacevole anche la lettura del Venerdì di Repubblica: consiste nel renderlo l’unica lettura possibile.

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Problemi ed opportunità

Ha generato qualche rumore e parecchia sensazione, pare, l’intervista che Alessandro Di Battista ha concesso a Diego “Zoro” Bianchi per Propaganda Live (la trovate qui, inizia intorno a -2.04.00: scusate, non ho trovato da nessuna parte la sola intervista “ritagliata” dal resto della puntata). E no, non parlo solo di Angelino Alfano e del suo (sparuto) gruppo di sostenitori, che hanno minacciato di querelare Zoro e Di Battista ancora prima che andasse in onda. Che Alfano ormai minaccia querele con la stessa frequenza con cui Berlusconi, ai bei tempi, minacciava la discesa dei cosacchi bolscevichi dalle steppe dell’Oriente e lo sterminio dei primogeniti. Segnatamente, dei primogeniti ancora in età neonatale, che di quei cosacchi sarebbero dovuti divenire il fiero pasto.

Parlo anche, e soprattutto, della mia amica Anita, che quell’intervista mi ha addirittura consigliato di vederla. Continue reading

J. K. Rowling – Harry Potter e il Calice di fuoco

Ho scritto nell’ultima puntata dell’Harry Potter Friday, andata in onda su queste stesse frequenze due settimane fa, che Il prigioniero di Azkaban è il mio romanzo preferito della serie di J. K. Rowling. Non ho alcuna intenzione di mutare giudizio ora, che mi trovo a parlare del libro che lo segue; bisogna tuttavia riconoscere che quest’ultimo, almeno in un punto, sorpassa qualunque altro rappresentante della saga: contiene infatti la frase più incisiva tra quelle scritte nelle oltre tremila pagine che la compongono.

Questa frase è: “Lord Voldemort era tornato”.

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