Fare la differenza

Qualche giorno fa, l’algoritmo di YouTube ha voluto propormi un breve video di cui, purtroppo, non posso fornire riferimenti precisi (ricordo solo che era in lingua inglese), tutto incentrato su un quesito: quali sono le differenze che esistono tra il colonialismo di matrice occidentale, quello iniziato nel Cinquecento dopo le grandi traversate oceaniche europee e culminato trecento anni dopo con la Corsa all’Africa ed il Grande Gioco, e tutte le altre, numerose occasioni in cui una popolazione di un’altra parte del mondo (i babilonesi, i mongoli…) ha esercitato sui propri vicini una volontà di dominio che sembra innata nel genere umano?

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La cosa più bella del mondo

(È passato un anno esatto dalla morte dell’Uomo delle Storie. Ma, come avrebbe detto Bertolucci, assenza, più acuta presenza).

“Baol” disse il poliziotto senza alcuna inflessione nella voce, che all’Accademia gli avevano insegnato che c’erano due cose che non doveva mai tradire: la sua divisa e le sue emozioni. Dall’altra parte dello spioncino, due occhi color furetto lo studiarono per un attimo; poi, soddisfatti, si ritrassero, mentre la porta veniva aperta ed il poliziotto la varcava, sorridendo, anche se solo internamente: tutto da solo, aveva scoperto la parola d’ordine per entrare nel covo della Nuova Nuova Organizzazione Segreta che minacciava il futuro di Tristalia.

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Dacci oggi il nostro gotico quotidiano

Sembrerà che io stia facendo della facile ironia, ma credetemi: quando scrivo che le sue più recenti incarnazioni hanno mortificato l’estetica del gotico, lo faccio solo e soltanto perché nessun altro participio passato può meglio esprimere l’estrema degradazione a cui quel fenomeno è andato incontro negli ultimi anni; da quando, cioè, il mercato ha compreso che anche quella sottocultura poteva essere trasformata, a colpi di influencer e sponsorizzazioni, in un fenomeno di massa, un prodotto che non mostra alcun rispetto per le sue origini storiche e filosofiche.

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Chiudi tutto

Quelli che, negli scorsi giorni, hanno attraversato a migliaia il confine, terrestre e marittimo, che separa il Marocco da Ceuta sono esseri umani. Mi preme qui evidenziarlo, visto che le discussioni pubbliche che sono seguite all’evento sembrano aver perso di vista che anche i migranti, perfino quelli che vengono dall’Africa, appartengono alla nostra stessa specie.

Fatta ed accetata questa premessa, sono disposto ad affrontare la questione nella modalità che si preferisce: personalmente, mi hanno fatto riflettere l’approccio di Tomaso Montanari e quello della mia amica Anita.

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