Del peggio del nostro peggio – Novembre – Anticipazione!

Che dovevo pur farmi perdonare dovevo pur vendicarmi, per avervi risparmiato, il mese scorso, l’audio che di solito accompagna le boiate che scrivo a cadenza mensile, col solo scopo di irridere le boiate che a cadenza mensile dicono e/o fanno personaggi più o meno famosi. A volte, anzi, famigerati (ricordiamoci che, all’inizio, Del peggio del nostro peggio conteneva una sottorubrica che era Che cos’ha fatto questo mese Matteo Salvini?).

Lo ammetto: in realtà, quando l’ho aperto, speravo che questa rubrica sarebbe servita, più che altro, a dare all’Internet un motivo per farmi irridere per la mia insipienza, la mia megalomania e la mia concupiscenza (aggiungete altri termini inusuali a caso, se preferite). Ciò avrebbe significato che anche io ero diventato famoso o, piuttosto, famigerato. Questo non è accaduto, e nemmeno sono riuscito a realizzare l’obiettivo che mi ero imposto nel caso questo fosse fallito: provocarvi inutili sofferenze. Finora, mi sembra, non sono riuscito neppure in questo; spero che questa mia breve occasione riesca, almeno, a farvi venire una piccola fitta alla schiena. Non abbastanza forte da tenervi a casa dal lavoro domani, ma non così debole da permettervi di dimenticarvi di Gaber Ricci! (*sparisce nella nebbia, inciampa e cade*)

Sì, insomma, questo mese anticipiamo lo strazio (che poi è uno strazio pure per me, andare tutte le mattine a vedermi che ha combinato uno dei Matteo). In esclusiva, prima della sua uscita ufficiale, qui per voi, un assaggio di quel che sarà, questo mese, Del peggio del nostro peggio.

Maria Elena Boschi ha dichiarato che, se vince il Sì al referendum, le donne saranno maggiormente rispettato. Ormai è talmente probabile che vinca il No che (sì, mi rendo conto che piazzare il Continua a leggere proprio qui è opera che si addice solo ai più biechi tra gli individui, già non proprio rispettabili, che frequentano la Rete, ma se un anno di battute su quel che dicono Renzi e Salvini non vi hanno ancora dato contezza di quanto io sia bieco, be’, spero che questo lo faccia)

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Dottore, che sintomi ha, la felicità?

Piano, piano, piano. Avete letto bene, il titolo di questo articolo riprende il verso di una brutta canzone di Jovanotti, per altro appartenente ad una categoria di composizioni che sembra andare per la maggiore, nel mondo della musica italiana: quella della canzone elenco, che giustappone apparentemente senza alcuna soluzione di continuità parole e concetti tra loro estranei, simile alla scrittura automatica dei surrealisti ma rispetto a questa meno ingenua, perché va incontro ai gusti del pubblico, invece di sfidarli. Ma tranquilli, ho scelto quella frase non perché voglia sviscerare quel genere (che conta tra i propri adepti artisti altrimenti stimabili, come Luciano Ligabue), e neppure perché voglia irriderlo (che ci ho già provato, con risultati pessimi, alcuni anni fa). No, l’ho fatto solo perché era un verso che tornava utile: che questo articolo parlerà di felicità e, be’, lo sto scrivendo io, che sono un dottore. Anche se non ci crede nessuno.

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Storia dei playboy, dal Medioevo ai giorni nostri

Nel poema cavalleresco La prise d’Orange (mi narra Jacques Le Goff nel suo L’immaginario medievale) vengono cantate le imprese di Guglielmo, fedele servitore di re Ludovico, figlio di Carlo Magno, e soprattutto la battaglia che egli intraprende, praticamente da solo, contro il re saraceno della città di Orange, per riconquistarla al cristianesimo e, contemporaneamente, per conquistare l’amore di una donna pagana, Orable, che ad Orange vive, e che è bella al punto tale da far dire all’anonimo estensore che in tutta la cristianità non se ne troverebbe una che le sia superiore.

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Del peggio del nostro peggio – Ottobre

“Questa puntata de Il peggio del nostro peggio andrà incontro in forma ridotta per venire incontro alle ridotte capacità mentali e tecnologiche del suo autore”. Sì, insomma, sto inviando quest’episodio col cellulare e se mi metto pure a caricare un audio la connessione mi finisce e niente più articoli per un mese. Insomma, per voi è una win win: o non avete la mia celestiale voce, o non avete i miei fondamentali punti di vista per un mese.

Ho scelto la prima, che mi sembra più crudele e nel caso c’è sempre il tempo per rimediare.

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