Di qui in poi

Questo mese, apparentemente, Del peggio del nostro peggio è andato molto bene.

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Lasciate stare il sociale

Ad aprile dello scorso anno, scrivendo subito dopo l’ignorato referendum sulle trivelle, esprimevo la mia comprensione per chi, come Alessandro, che allora era il mio coinquilino e che aveva appena compiuto diciotto anni, si sarebbe dovuto portare dietro per tutta la vita questo pessimo ricordo della sua “prima volta” elettorale; riconoscevo anche, tuttavia, che c’era chi stava peggio: quando io e quella banda di giovani idealisti e sognatori che erano i miei amici di allora siamo andati a votare per la prima volta, il 13 aprile del 2008, Berlusconi e la Lega, in due, si presero quasi il 50% dei voti, e qualunque cosa avesse ancora in se (nella denominazione, se non nell’ideologia) una parvenza di sinistra venne brutalmente buttata fuori dal parlamento (iniziò quel giorno, credo, la lenta epurazione dal discorso politico di qualunque approccio “da sinistra”).

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Del peggio del nostro peggio – Ottobre (anno corrente)

Da qualche mese vivo a Verona, d’accordo? Questo mi ha permesso di avere un contatto più ravvicinato col mitologico Nord Est, e di farmi un’idea più precisa del perché in esso si agitino tante contraddizioni e tanti malesseri. Volete sapere di chi è colpa? Della pizza al taglio.

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J. K. Rowling – Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban

In quel (troppo) breve periodo in cui li ho frequentati, ho imparato che per i jazzisti le note che non si suonano sono forse più importanti di quelle che si suonano. D’altronde, mi sembra di aver letto che una delle prime cose che si insegnano ai jazzisti dilettanti è di “imparare a far suonare i silenzi”.

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J. K. Rowling – Harry Potter e la Camera dei segreti

(Attenzione: contiene spoiler)

Facciamo lo stesso gioco dell’altra volta, d’accordo? Cominciamo questa recensione con l’elenco dei difetti della Camera dei segreti, il quale per altro ha una caratteristica curiosa ed interessante (almeno per me, che sono appassionato dell’argomento): è un “elenco degenere”.

Contiene, infatti, un solo elemento; il quale, a sua volta, ha una caratteristica curiosa ed interessante. Tranquilli, non è un racconto di Achille Campanile.

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Pensieri sparsi durante Propaganda

L’altro ieri, mentre pranzavo, riguardavo la puntata di venerdì scorso di Propaganda Live, il nuovo programma di Diego Bianchi (in arte Zoro) in onda su La7; la quale, fidandosi evidentemente del suo nuovo mattatore, gli ha messo a disposizione più di due ore di palinsesto, il venerdì sera.

Collocazione “pesante”, sicuramente più di quella che Diego occupava a Rai3, dove Gazebo (con cui Propaganda Live condivide buona parte della struttura) si era posizionato prima in seconda serata, e poi in fascia preserale (prima di “Un posto al sole”. Allocazione di prestigio, a ben vedere). Di rado con un “minutaggio” superiore all’ora.

Diego mi piace molto, e quindi sono felice che possa “allargarsi” su uno spazio così ampio; d’altronde, ritengo che riempire oltre centoventi minuti, pur con tutto il talento di cui sono dotati lui ed il suo staff, non debba essere facile: per questo motivo, gli perdono ben volentieri la decisione di dedicare un intero segmento della puntata alla “ridiscesa in campo” di Berlusconi. Che è avvenuta durante una visita del Cavaliere ad Ischia, dove, dopo un inquietante visita alle zone colpite dal terremoto dello scorso agosto (che ha fatto emergere una lunga serie di spiacevoli dejà vu), ha partecipato ad una manifestazione di Forza Italia.

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J.K. Rowling – Harry Potter e la Pietra Filosofale

Da qualche tempo mi ronza in testa una frase: “Era il 2001, più o meno, e con la stessa frequenza con cui oggi vedo ragazzini/e con ai piedi delle Vans nere, vedevo gente (di ogni età) con in mano uno dei tre Harry Potter usciti fino a quel momento”.

E no, questo articolo non parlerà di calzoleria.

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