Il visionario (I venerdì del libro, dopo tanto tempo ed ovviamente non di venerdì)

Quando durante una conversazione a proposito di uno dei suoi (ottimi) post sulla Storia di Bulawhar e Budasf, gli ho detto che stavo leggendo Il visionario, il mio amico bortocal mi ha risposto:

Mi sono informato via Google. Ho visto chi se ne è occupato di recente ed è stato certamente il tuo tramite.

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Colpito dalla mano di Dio

Quando spalancarono la porta di quel tugurio, il professo più anziano, che una ventina d’anni prima aveva risolto con un agguato una di quelle questioni d’onore che interessano solo i nobili (e che quindi era fuggito, più che entrato, nella Compagnia di Gesù), arretrò, disgustato; l’altro, invece, avanzò senza scomporsi, ed anzi quasi allegro: d’altronde, se si era fatto gesuita era stato proprio per non assistere più a spettacoli come quello. E perché, come aveva sentenziato suo padre, con una lingua come la sua sarebbe campato poco da qualunque altra parte.

“E quindi” stava dicendo in quel momento, mentre il suo compagno, stringendosi un fazzoletto sul naso, finalmente varcava la soglia “la signora che viveva qui era una fattucchiera?”

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Divisione Partigiana Garibaldi (Senza casa)

In Italia esistono una via Brigata Garibaldi a Livorno ed una a Tortona. L’intitolazione di queste strade è in parte scorretta: durante il periodo della Resistenza esistettero infatti in Italia le Brigate Garibaldi, bande partigiane organizzate dal Partito Comunista Italiano, che costituirono alcune tra le unità più importanti del Comitato di Liberazione Nazionale.

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Cosa si prova ad essere un pipistrello?

Il terzo libro della saga di Harry Potter, Il prigioniero di Azkaban, è con ogni probabilità quello dell’intera serie in cui più felice e feconda è l’attitudine della sua autrice, J.K. Rowling, ad inventare cose, a popolare il suo mondo di concetti, creature ed oggetti che lo rendono tanto effettivamente magico quanto sinistramente inquietante: in questo volume, infatti, vengono introdotti per la prima volta i Dissennatori (i quali sono una trasposizione narrativa della depressione), guardiani appunto di Azkaban, il carcere dei maghi, capaci non solo di risucchiare tutta la felicità dalle persone che, incautamente, li avvicinano, ma anche di privarle letteralmente della loro anima; l’incantesimo per scacciarli, che “funziona” quando ci si concentra su un ricordo felice e si pronuncia la formula Expecto Patronum, che significa: invoco un protettore; la Giratempo, una curiosa macchina del tempo “a scadenza”, che permette di tornare nel passato di un’ora soltanto, e che bisogna usare con attenzione onde evitare di incontrare i se stessi del passato (il che causerebbe un paradosso temporale: sapete, una di quelle cose che fanno crollare l’Universo); ed infine i Mollicci, creature più dispettose che realmente oscure, di cui nessuno conosce la vera forma perché, quando li si incontra, essi si trasformano nella cosa di cui più ha paura chi sta loro di fronte.

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