Ricomincio da capo

“Presto il dottore passerà” il suo cervello gli sussurrò, dal luogo senza nome tra il sonno e la veglia in cui si trovava “e ti confermerà quello che tu, che noi già sappiamo: sei guarito. Quella malattia invisibile che è calata su di te come un ergastolo è sparita, deve essere sparita”.

Senza avere il pieno controllo del suo corpo, allungò una mano verso il comodino ed afferrò lo smartphone; il suo riflesso lo fissò con occhi cisposi dallo schermo nero: no, decisamente non aveva più (se mai l’aveva avuto) l’aspetto di un malato. Accese lo schermo; il telefono lo informò che erano le sette e diciotto. Un buon momento per sapere cosa succedeva oltre i confini di quella stanza, di quel letto in cui era confinato.

La connessione ad internet prese a funzionare, ubbidiente; scorse la cronologia del suo browser e scelse l’home page di un quotidiano online. Leggendo il primo titolo, sorrise: pareva che le elezioni presidenziali, che erano entrate in fase di stallo quando il presidente uscente aveva rinunciato ad un secondo mandato, fossero ancora in corso; erano già lì che litigavano quando lui si era ammalato, e credeva avrebbero finito prima che lui guarisse… ed invece, no, erano ancora al punto di partenza. Trovò quasi ridicolo che il suo sistema immunitario funzionasse meglio del sistema politico del paese in cui abitava.

Il dottore venne alle venti meno un quarto, si trattenne meno di cinque minuti, ed il suo responso fu brutale: “sei ancora malato”, disse, e si avviò all’uscita. Quasi contemporaneamente, la televisione, che utilizzava per tentare di combattere la noia e che, per sbadataggine, aveva lasciato accesa, lo informò che il presidente uscente aveva cambiato idea: d’accordo, aveva detto, se mi votate io non mi tiro indietro. E, disciplinati proprio come il suo WiFi, pressoché tutti coloro che avevano il potere di farlo avevano scelto lui.

Il bilancio, dunque, era questo: lui era ancora malato, ed il presidente non era cambiato. Cosa poteva significare? Mentre si infilava al letto, il suo cervello si fece sentire di nuovo, dallo stesso luogo da cui gli aveva parlato al mattino: “Sarai, saremo mica finiti in uno di quei loop temporali che ti fanno rivivere la stessa giornata all’infinito?”.

In fin dei conti (fu l’ultimo pensiero prima di addormentarsi), il giorno della marmotta non era così lontano.

8 thoughts on “Ricomincio da capo

  1. Solidarietà dai miei alunni: al giorno d’oggi, se non sei èpositivo per un’eternità non sei nessuno 😦

    • E comunque alla fine il ciclo si è interrotto… giusto per farmi venire a lavorare nella notte che conduce al giorno della marmotta!

      Però, l’ultima volta che ho controllato, il presidente era ancora lo stesso.

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